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GLI ARTISTI



BAREK & GHALI (Cekia)
www.stanislavbarek.cz



Standa Barek è nato nell’allora Cecoslovacchia nel ’55 ed ha iniziato lo studio della chitarra a 17 anni, ma già poco tempo dopo da allievo era divenuto insegnante, sia in patria che in Germania. Dapprima si è dedicato alla musica classica, per poi proseguire nel filone del folk revival ceko, della musica persiana ed altro ancora, affiancando all’attività concertistica, con varie formazioni, quella editoriale relativa alla chitarra, la pubblicazione di più dischi (il primo è del ’92) e quella organizzativa: dal ’98 è direttore artistico del festival “Guitar across styles”. Vanta parecchie esibizioni radio-televisive in patria ed in Germania, dove si è spesso esibito, come pure in Austria, Belgio, Francia, Italia e Polonia.
Adib Ghali si è diplomato alla Scuola di Musica di Praga. Nella sua carriera ha suonato con vari gruppi rock e pop, normalmente alla chitarra elettrica, fatto che non gli ha impedito di approfondire lo stile acustico fingerpicking, nel quale non ha rivali in Cekia. Insegna chitarra elettrica ed acustica alla scuola "Mlejn" di Praga.
Il duo è nato nel 1989, con un repertorio che allora era principalmente classico con alcune variazioni ragtime di Scott Joplin. Queste alla fine hanno prevalso ed il loro primo disco, nel ’92, aveva per titolo "Ragtime Guitar and other specialties". Tra i tanti commenti positivi in patria ed all’estero, valgono quello della prestigiosa rivista americana "Guitar Player" e quello di uno dei maggiori esecutori di ragtime odierni, Stefan Grossman. Da qui il concentrarsi solamente sul ragtime e sulla tecnica fingerpicking li ha portati ad un secondo cd intitolato "Beatlemania Rag", consistente in 23 canzoni dei Beatles riarrangiate a ragtime (sulle quali verterà gran parte della loro esibizione tricesimana del sabato). Tra le varie collaborazioni del duo ci piace ricordare quelle con i chitarristi italiani Andrea Benzoni e Peppino d´Agostino.

STANDA BAREK – chitarra
ADIB GHALI – chitarra



PIERRE BENSUSAN (Francia)
www.pierrebensusan.com



"Nessun altro chitarrista ha gli stessi talenti di raffinatezza, accessibilità e gioiosità”: alle parole del mitico Leo Kottke si possono aggiungere quelle del grande Steve Vai che, parlando di Pierre Bensusan dice che “il suo ascolto è un’esperienza rigeneratrice; oltre al tocco straordinario, le note e le melodie richiamano direttamente il lato più tenero della natura umana”. Dieci dischi alle spalle, è diciassettenne quando firma il primo contratto discografico e, un anno dopo, il suo primo album - "Pres de Paris" – si aggiudica il Grand Prix du Disque al debutto al festival di Montreux in Svizzera. Oggi, il nome di Pierre Bensusan è diventato sinonimo di ‘genio della chitarra acustica contemporanea’ e può essere riconosciuto come uno dei più eloquenti e variegati musicisti ‘world’ del nostro tempo. Nei suoi concerti solisti mette insieme la musica di così tante terre e tempi della storia che farne una lista sarebbe troppo lungo, se non impossibile. E c’è molto di questo spirito su "Altiplanos", il recente disco la cui title track è dedicata a Ingrid Bettencourt, la donna franco-colombiana sequestrata delle FARC e liberata pochi giorni dopo lo straordinario concerto ‘unplugged’ di Pierre all’Abbazia di Rosazzo, nel giugno 2008. E c’è una storia dietro ogni canzone, ci sono dei sentimenti che nei suoi spettacoli Bensusan sa presentare con grazia e passione, col suo inconfondibile e affascinante modo di suonare la chitarra acustica, con un fingerstyle che l’ha reso tra i nomi più famosi del genere al mondo, certamente il "miglior chitarrista World Music del 2008", come hanno votato i lettori della rivista “Guitar Player”.

PIERRE BENSUSAN – chitarra



RENO BRANDONI (Italia)
www.renobrandoni.it



Reno Brandoni, uno dei pilastri storici della chitarra acustica italiana, ha iniziato la carriera chitarristica professionale nel 1979 e negli anni ‘80 ha collaborato e suonato con i più importanti chitarristi dell’epoca come Stefan Grossman, John Renbourn, Dave Van Ronk e Duck Baker. Ha collaborato con Andrea Carpi alle trascrizioni del manuale di “Chitarra Folk” ed ha pubblicato per Happy Grass i due volumi: “Le Chitarre di Giovanni Unterberger in tablatura” e “Chitarristi Italiani, la loro musica le loro idee”. Dopo alcuni anni di abbandono della attività musicale, nel 2000 ha fondato il sito web Fingerpicking.net ritornando così alla musica ed alla attività concertistica, nella quale propone le sue numerose composizioni, vecchie e nuove, arricchite da classici del blues e da arrangiamenti personali . Ha pubblicato i cd "Bluesando" (1984), "Zingarom" (2005), "Yelda" (2006). In duo con Giorgio Cordini ha realizzato nel 2008 un cd dal titolo “Anema e Corde”.

RENO BRANDONI – chitarra



ALBERTO CALTANELLA (Italia)
www.albertocaltanella.net



Chitarrista autodidatta, inizia a suonare nel 1973, prima l’acustica, poi l’elettrica e poi di nuovo l’acustica. Ha perfezionato il flatpicking con Beppe Gambetta. Compositore, propone brani originali arrangiati per una o più chitarre. Nelle sue composizioni s'incontrano richiami sonori del nord e del sud; i suoi brani sono immersi in un sound che porta con se una miscela di tradizione celtica, mediterranea e blues, passando anche per la tradizione popolare italiana.
E’ “artists & friends” della SR Technology, azienda italiana leader per l’amplificazione degli strumenti musicali, del gruppo svizzero Schertler. È endorser per Pirazzi Strings Germany e per Bachmann Guitars.
Ha all’attivo partecipazioni al Roxy Bar di Red Ronnie, e si è esibito in svariati festival acustici tra cui Acoustic Guitar International Meeting di Sarzana, Acoustic Franciacorta, Madame Guitar, Soave Guitar Festival, Musikmesse, Galliate Master Guitar, ADGPA Convention, Bachmann Acoustic Festival. Ha collaborato col Teatrocontinuo di Nin Scolari e con l’attrice Elena Bucci presso il Teatro Junghans di Venezia. Ha scritto e proposto dei brani alla cantante Elisa. Nel 2004 partecipa al progetto "36", un doppio compact pubblicato dall’etichetta fingerpicking.net, che raccoglie brani di 36 chitarristi acustici. Con la stessa etichetta discografica, ha pubblicato il cd "Il profumo dell'acqua", un disco interamente acustico. E' del 2009 la partecipazione al progetto discografico “34 Volte Amore”, una raccolta delle più belle canzoni d'amore italiane arrangiate per chitarra acustica. Collabora con l’associazione no-profit benefica Wine Guitar Clan (WGC). Con questa iniziativa, ha partecipato a concerti in tutto il nord Italia. Oltre all’attività concertistica e compositiva, svolge un’intensa attività didattica. C’è nell’aria una voce di un suo nuovo disco solista, speriamo sia vera.

ALBERTO CALTANELLA – chitarra



LORENZO FAVERO (Italia)



Lorenzo Favero è un giovane che inizia ad appassionarsi alla musica quando vive ancora a Mosca e la sua maestra di scuola elementare dedica ampio spazio all'educazione dell'orecchio ritmico e melodico dei bambini. Tornato in Italia riprende lo studio della musica suonando il pianoforte per poi iscriversi nel 2002 alla scuola Agimus di Moncalieri, dove affianca al piano lo studio della chitarra acustica. Durante il liceo entra a far parte del gruppo punk-rock Hemp come chitarrista solista e comincia a esibirsi in vari locali: l’approccio live lo perfeziona dal punto di vista degli arrangiamenti e l’anno dopo scopre il blues per poi formare un duo dedicato al genere con l’amico chitarrista Joele Musso. Appassionato anche di musica irlandese e soul, compone anche per lo spettacolo Finisterre e il Futbolin organizzato da una compagnia di teatro milanese per la rassegna “Nuove sensibilità” di Napoli. A Maggio 2009 viene selezionato come partecipante all’ International Guitar Meeting di Sarzana, in particolare all’interno della rassegna Premio Carish, in cui si esibisce davanti a chitarristi acustici di livello mondiale come Ed Gerhard, Davide Mastrangelo, Duck Baker,Robert Godin e Giovanni Untemberger.

LORENZO FAVERO – chitarra



BEPPE GAMBETTA (Italia)
www.beppegambetta.com



Oltre venti anni fa pubblicò il primo album "Dialogs" in un indimenticabile viaggio “coast to coast” in Nord America registrando con 12 maestri della chitarra acustica. Dopo 20 anni di vita “on the road”, ha celebrato l’unicità di quella avventura con un progetto di duetti completamente nuovo, fotografia dei cambiamenti del tempo, dell’approccio musicale e dell’evoluzione del suo stile. Virtuoso dello stile acustico, consacrato, ormai, a livello internazionale, autore di undici dischi, libri e video didattici, un DVD “live”, è oggi considerato dagli stessi maestri americani un loro pari, degno continuatore di una tradizione musicale sempre viva e rinnovantesi. Di casa negli States, ha consolidato una grande fama grazie alle numerose tournées, alle partecipazioni con concerti e seminari ai più prestigiosi festival statunitensi e canadesi. Ha avuto l’opportunità di suonare con i più grandi artisti della scena folk internazionale, quali Doc Watson, Tony Trischka, Gene Parsons, Norman Blake, David Grisman e, naturalmente, Dan Crary, Tony McManus e Don Ross, membri con Beppe dei Men of Steel, il fantastico quartetto chitarristico fra Usa, Scozia, Canada e Italia.
In un mondo dominato dalle logiche del mercato e in cui imperversa musica “plastificata” tutta glamour e look, egli propone la sua musica, intimamente sentita, fatta di emozioni, immediatezza comunicativa, ricerca timbrica; musica ispirata, ma refrattaria alle ostentazioni virtuosistiche fine a se stesse che costituiscono una tentazione costante a tali livelli di eccellenza tecnica. L’America nel cuore, le radici tra il sole e gli ulivi del Mediterraneo, è con estrema naturalezza che Gambetta riesce a saldare le sponde dei due continenti tra “roots music” e tradizione ligure, canti di emigrazione e ballate popolari, moderne chitarre acustiche e antiche chitarre-arpa: musica popolare fiera del suo passato ma con lo sguardo rivolto al futuro, capace di parlare al nostro presente perché radicata nella storia di generazioni di uomini e donne così diversi e così uguali a noi.
E' stato il primo, cinque anni fa, a cantare "Madame Guitar" al finale del festival di Tricesimo e la sua versione ha fatto conoscere ed apprezzare nel mondo la "nostra" canzone, grazie Beppe!
Con lui due formidabili spalle che più volte si sono esibiti nella nostra regione, il bassista Riccardo Barbera (Mau Mau, Anna Oxa, Xavier Girotto, Rita Marcotulli, Gavino Murgia, Roy Paci, Antonio Marangolo, Armando Corsi, Ellade Bandini, Max Manfredi, Elena Ledda, Andrea Parodi, Al Di Meola, Marco Pereira, Stella Chiweshe) ed il percussionista Marco Fadda (Stefano Bollani, Massimo Colombo, Stanley Jordan, Riccardo Tesi & Banditaliana, Andrea Parodi, Noa, Eugenio Finardi, Armando Corsi, Ivano Fossati, Billy Cobham).

BEPPE GAMBETTA – chitarra, voce
RICCARDO BARBERA – contrabbasso
MARCO FADDA – percussioni



ALBERTO GROLLO
www.albertogrollo.com



In vent'anni di carriera musicale ha prodotto molti album, due dei quali sono stati votati nei rispettivi anni di uscita (1998 e 2000) “migliore album di musica strumentale italiana dell’anno”, dalla rivista “SUONO”. Il suo fingerstyle spazia fra musica celtica, country e new age con venature di ritmi latini e blues. La sua musica è stata utilizzata per sonorizzare documentari, pubblicità, colonne sonore di film. Anche l’attività dal vivo è intensa: ha aperto i concerti di James Taylor, dei Byrds e di Carlos Nunez, venendo chiamato a suonare sul palco come ospite; ha partecipato a festival internazionali qualificati quali Folkest, Venetojazz, Euromeet, Soave guitar meeting, Festival del Mediterraneo, Sarzana Acoustic Guitar festival, Dolomitinmusica, Acoustic Franciacorta, Madame Guitar (nel 2008), Festival della canzone d’autore di Sanremo, Biennale-Arte nel 2009 e Festival internazionale del cinema di Venezia nel 2006 e 2007 Festival di Issoudun ed a quello di Nashville nel 2007 dove ha ricevuto una standing ovation delle oltre duemila persone presenti. Ha fatto tournee in USA, Francia, Germania,Gran Bretagna, Slovenia e Croazia e più volte si è esibito all'Istituto Italiano della Cultura di Londra. Il suo nome è presente ne “La grande guida alla musica strumentale” e” I grandi artisti di New Age”ed in molte compilations italiane e straniere. Nel 2000, per il suo disco “Dolomia”, è stato insignito del premio “ Protagonisti della montagna”, riservato ai più significativi personaggi di sport, arte e cultura. Docente di chitarra moderna all'Istituto musicale Benvenuti di Conegliano Veneto, assieme all’ADGPA (Atkins-Dadi Guitar Players Association) collabora alla realizzazione del “Guitar international Rendez-vous”, che si tiene a Conegliano.
Con lui sul palco anche il FIVE STRING QUARTET per un programma che presenta arrangiamenti originali di noti brani di Beatles, Pink Floyd, Oasis, Loreena McKennitt e composizioni sue, fra le quali alcuni momenti della “Sinfonia delle Dolomiti”, scritta in occasione dell' inserimento delle Dolomiti nel patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO e presente in versione orchestrale al Folkest di quest’anno.

ALBERTO GROLLO – chitarra
FEDERICA CAPRA – voce, violino
CHIARA BRAGHIN – violino
ELENA CELLINI – violino
GIULIA GALASSO – violino
GIORGIA PAVAN – violoncello



EZIO GUAITAMACCHI & BRUNELLA BOSCHETTI (Italia)
www.myspace.com/eguaitamacchi



Nato a Milano nel 1957, nel ’78 Guaitamacchi forma i Country Jamboree, una delle prime band italiane di country music, e dal 1982 al 1984 dà vita alle Convention italiane di Musica Old Time e Bluegrass . Dal 1983 al 1993 è alla guida della rivista “Hi, Folks!”, bimestrale specializzato in musica alternativa, dalla tradizione all'avanguardia e l’anno dopo fonda il mensile rock JAM di cui è direttore. Dal ‘95 al ‘99 è direttore editoriale della Arcana editrice, che da oltre 20 anni pubblica libri a carattere musicale. Dalla primavera del 2000 dirige la collana Musica Rock pubblicata da Editori Riuniti. È autore dei libri "Musica, I Love You", "Figli dei Fiori, Figli di Satana", "Peace & Love" e curatore de "L'Enciclopedia Rock Anni 90", di "100 dischi ideali per capire il Rock" e di "100 dischi ideali per capire la musica World".
Importante anche l’attività radiofonica e televisiva. Nel 1986 è ideatore e conduttore di un ciclo di 50 puntate sulla musica Country per conto dell'emittente milanese Europa Radio. Dall’89 al ‘92 conduce il programma settimanale di informazione musicale "Rockin' Time" su Radio Popolare. Dal 2005 è fra i principali dj e animatori di Lifegate Radio e dal 2006 collabora in modo continuativo con la Radio della Svizzera Italiana.
Sfogliando nell’abbondante attività TV, ricordiamo che nell’87 è consulente artistico di "D.O.C." di Raidue con Renzo Arbore, nel ‘90 è autore di "Born In The U.S.A." (Le città della musica americana) un ciclo di 6 puntate in onda su Italia 1, nel ‘95 è conduttore dello special "Ray Charles in Portofino" su Canale 5 e conduce insieme a Gegè Telesforo la diretta via satellite del "MTV Europe Music Awards" in onda su Telepiù 3, nel 2002 è autore del documentario "Just Like A Woman" su RAISAT, nel 2006 cura i programmi musicali di Jimmy (Sky 140), oltre a tanti programmi musicali su Telepiù. Dal ‘95 al ‘97 è stato membro del Consiglio Direttivo di Greenpeace Italia.
A Tricesimo presenterà in showcase il nuovo libro “Delitti rock”. Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison: 4 grandi star della “musica che ha cambiato il mondo”, muoiono (in circostanze misteriose) nel giro di soli due anni, tutti con una J nel nome e tutti a 27 anni. Quella del “Club J27” non è un’anomalia della storia del rock, altre stelle luminose del firmamento musicale vedono le loro giovani vite troncate da incidenti improvvisi, overdose vigliacche, atti violenti, veri e propri omicidi. Da Presley a Cobain, da Marvin Gaye a Jeff Buckley, sono decine i “casi irrisolti” (a volte, ancora aperti) di una catena inquietante di Delitti Rock. 40 anni dopo le morti di Hendrix e Joplin e a 30 dall’omicidio Lennon, questo libro racconta i casi più scottanti, le storie più scabrose, gli avvenimenti più scioccanti cercando di far luce sui misteri che aleggiano attorno ai nomi di alcuni dei più grandi miti del 900. Il racconto trasporta l’ascoltatore in una zona “ai confini della realtà” nella quale si possono assaporare le varie storie quasi fossero “in diretta”. Il tutto "accompagnato" dalle musiche di artisti che hanno segnato e segnano la vita di più generazioni. Guaitamacchi ha arrangiato, in chiave minimalista, i brani epocali che accompagnano queste storie e che vengono interpretati dal vivo da Brunella Boschetti, vocalist sublime, che con lui collabora da diversi anni e che con lui è stata sui palchi di alcuni grandi Festival nazionali nonché al fianco di artisti come Country Joe McDonald, Tuck & Patti, Jefferson Starship e Big Brother & The Holding Co.

EZIO GUAITAMACCHI – voce, chitarre, autoharp
BRUNELLA BOSCHETTI – voce



GUITAR SOUNDTRACKS (Friuli)



Michele Pirona è un chitarrista eclettico. Vanta una ricca esperienza concertistica, didattica, e come turnista in diversi studi in Italia e all’estero. E’ anche docente presso la Scuola di Musica di Tricesimo. Negli ultimi vent’anni ha esplorato diversi generi musicali partendo dalla chitarra elettrica (Over the Wave, Bandelia, Euston, ecc.) per poi passare anche alla chitarra acustica. Con l’amico Alain Fantini ha dato vita al duo Guitar Soundtracks che propone colonne sonore di film famosi arrangiate per sole due chitarre, brani ormai entrati nella memoria storica collettiva: da “Per un pugno di dollari” a “C’era una volta in America”, da “Pulp fiction” a “Full Metal Jacket”, passando per “La vita è bella”, “Tempi moderni” e molti altri ancora. Il duo ha all’attivo la pubblicazione di un cd e di un dvd. Nel settembre del 2010 viene dato alle stampe anche il nuovo cd di Pirona “Pick with art” che contiene brani inediti sia elettrici che acustici. Nel corso della serata Pirona presenterà anche alcuni brani con i giovani allievi della scuola di chitarra di Tricesimo.

MICHELE PIRONA – chitarra
ALAIN FANTINI – chitarra



GARY LUCAS (USA)
www.garylucas.com

Chitarrista e compositore americano, ha ricevuto una nomination per i Grammy e gode di ottima fama negli oltre quaranta paesi in cui ha suonato. Una ventina di album all’attivo (la sua presenza è significativa in almeno altri 50 dischi!) e collaborazioni con Leonard Bernstein, Captain Beefheart (il suo primo mito, con il quale ha suonato dal vivo per cinque anni, su disco in “Doc at the radar station” e “Ice cream for crow” e di cui è stato l’ultimo manager), Jeff Buckley, John Zorn, Chris Cornell (Soundgarden), Lou Reed, Kevin Coyne, Nick Cave, Bryan Ferry, Patti Smith, Kate and Anna McGarrigle, Iggy Pop, Allen Ginsberg, Gods & Monsters (band fondata nel ‘90 insieme a Jeff Buckley). Collabora per il progetto underground britannico 'The Dark Poets' e sono sue le colonne sonore di 'Cradle of Fear' e 'Borderline'. Quando Beefheart si è ritirato, Lucas ha continuato ad essere associato ai musicisti della Magic Band', formazione che ha continuato ad essere attiva e creativa dal 2003 al 2006, realizzando un doppio cd+dvd nel 2007.
Tra i suoi album da solista, ricordiamo il classico "Gods and Monsters", del ‘92. Nel 2003 è uscito "The Edge of Heaven" che ha raggiunto il primo posto della World Music Charts canadese con ottime recensioni in tutto il mondo, da “Rolling Stone” a “Hong Kong Music Weekly”. Nel 2008 ha inciso “Rise Up To Be”, cd strumentale che contiene esecuzioni dei brani storici “Grace” e “Mojo Pin” del grande cantante-chitarrista americano Jeff Buckley, scomparso nel ‘97, realizzate per l’album “Grace” del ‘94, oggi considerato un capolavoro del rock mondiale. Le prime collaborazioni fra Gary e Jeff sono contenute nell’album “Songs to No One” (2002), che ha venduto centomila copie e che contiene le versioni demo in studio proprio dei brani diventati famosi in “Grace”. Attualmente Gary è leader, cantante e chitarrista della sua band storica newyorkese “Gods and Monsters”, per la quale scrive i brani in collaborazione con Jerry Harrison (Talking Heads), Billy Ficca (Television) e Ernie Brooks. Da non dimenticare l’interessante progetto di musiche originali per il film muto degli anni ’20 “Der Golem” del regista tedesco Paul Wegener e nel tour conseguente, oltre alle recenti collaborazioni con la cantante indiana NaJma Akhtar, con cui realizza il cd “Rishte”, e con Dean Bowman, voce solista nel progetto Chase The Devil.
Il suo chitarrismo sa fondere ispirazione blues con una vasta gamma di spunti, dalla psichedelia alla world music, dal jazz alla classica. Impressionante la sequenza di elogi giuntigli dalla critica: “IL chitarrista psichedelico per eccellenza dell’era post-modem: stupendo” (Mojo); “Un leggendario chitarrista fuori dagli schemi” (The Guardian); "Il guitar hero dell’homo sapiens (The New Yorker); “Fra gli hot-66 artisti a sei corde al mondo (DownBeat Magazine); “Il chitarrista di avant-rock più popolare al mondo” (The Independent”); “Senza dubbio uno dei più innovativi e stimolanti chitarristi oggi in circolazione" (fRoots),”Chitarrista dalle mille idee” (New York Times); “Uno dei migliori e più originali chitarristi d’America” (Rolling Stone).
E' appena tornato da Shangai, dove il suo primo concerto in Cina è stato un trionfo.

GARY LUCAS – chitarra, aggeggi, voce




NAJMA AKHTAR (UK)
www.najmaakhtar.com

Ingegnere chimico, Najma Akhtar è nata in Inghilterra, ma da una famiglia originaria dell’India meridionale. Si è affermata negli anni per la sua vocalità, il tono più dolce ed intrigante fra le voci asiatiche ascoltabili in Inghilterra, quel tono di soprano caldo e dolce della prima Joan Baez.
Il suo stile unico miscela il pop, il jazz e la musica elettronica con i canti e le tradizioni musicali indiane, sia antiche che moderne. Seguendo il suo stile unico e distintivo, ha ispirato una nuova generazione di musicisti e compositori a muoversi in un ambito di fusione musicale. Oltre a questa sua fusione con sfumature jazz, lei esegue anche musica semi-classica indiana, folk, sufi, Bollywood, underground indiano e trance. Ha suonato in concerto, su disco e video con importanti artisti internazionali quali la mitica Nina Simone, Jimmy Page & Robert Plant nel loro progetto “No quarter”, i Jethro Tull, Philip Glass, il chitarrista dei Police Andy Summers, il sassofonista jazz Steve Coleman, il geniale bassista Jah Wobble e tanti altri, trionfando tanto nei grandi festival come Glastonbury e WOMAD, che nei locali più esclusivi come il Ronny Scott’s di Londra. La sua voce è anche presente nella colonna sonora di film importanti come “People I know” con Al Pacino e Kim Basinger e "Prêt a Porter" di Altman con Julia Roberts. Dopo questa consacrazione internazionale, il suo scopo è ora di far conoscere pienamente la sua voce e la sua musica (ha inciso otto dischi a nome proprio, più le tante collaborazioni) in India e Pakistan. Quando non è impegnata in concerti, realizzazioni teatrali o incisioni discografiche, tiene corsi all’Università di Westminster o seminari al Trinity College of Music.

NAJMA AKHTAR – voce
SIRISH MANJI – tablas



LJUBO MAJSTOROVIC (Croazia)



É nato a Dubrovnik, in Croazia, dove ha studiato musica classica ed ha suonato in vari gruppi giovanili rock e fusion. Nell’84 si è spostato in Svizzera, dove ha studiato jazz ed ha sviluppato le sue abilità come musicista di studio e di palco. L’anno dopo, con il suo trio jazz è stato premiato come miglior gruppo svizzero di jazz al festival di Kaiser Augst. É stato un passo fondamentale per l’artista perchè gli ha aperto le porte dei maggiori festival jazz europei come Montreux, Parigi, Berlino e Zurigo. Da allora ha suonato in numerosi ensemble in tutto il mondo, interessandosi sempre più a fondere la musica tradizionale Mediterranea e quella di altre etnie con la musica di improvvisazione e collaborando con musicsti come l’americano Larry Coryell, il tedesco Peter Finger, gli italiani Antonio Forcione e Antonio Breschi, il giapponese Kazumi Watanabe, l’indiano Jatinder Takhur, l’irlandese David Hopkins, il ghanese Ni Otu e l’inglese John Renbourn. Pioniere della world music, i suoi concerti solisti sono divenuti molto popolari negli ultimi dieci anni, dall’Europa agli Stati Uniti, dal Giappone al Sudamerica e al Canada, con significativi riscontri critici.
Notevole interesse suscita anche il suo originale e non ortodosso fingerpicking, che usa per creare groove poliritmici e virtuosistiche linee solistiche. Si aggiunga che il tutto avviene su uno strumento che si è auto-costruito che unifica i suoni dell’acustica e dell’elettrica e che, attraverso sintetizzatori ed effetti controllati tramite la chitarra, gli permette una illimitata libertà di espressione. La musica che compone ed esegue deve la sua ispirazione a diversi elementi ed influenze, “creando un mondo immaginario in cui le strutture e le immagini musicali diventano quasi visibili” (Guitar Player Magazine).
Oltre che chitarrista e compositore (tre dischi a suo nome), Majstorovich si è anche ritagliato uno spazio significativo come compositore per compagnie di teatro e di balletto come “The Stage Company” di Zurigo, “Le Groupe de la Place Royal” di Ottawa, o il “Teatro Antonin Artaoud” di Lugano, giusto per citarne alcune.

LJUBO MAJSTOROVIC – chitarra ed effetti



MIKI MARTINA (Friuli)



Bruce Springsteen, Bob Dylan, Neil Young e naturalmente Pete Seeger e Woody Guthrie sono i numi tutelari di un cantautore che si è riscoperto tale solo di recente, dopo essere stato per una ventina d’anni il vocalist e l’anima dei Contrasto, metal-band tarvisiana, punto di riferimento imprescindibile per il territorio. Miki ha di recente fatto uscire un cd intitolato "Aspettando un inverno", che trasporta tra le montagne friulane i suoni del Boss e di altri songwriter, non senza aggiungere un tocco personale che si fa notare in quelle ballate dai colori limpidi che costellano un album fatto “in casa” e autoprodotto (proprio come “Nebraska”...). Di recente ha avuto parecchie occasioni di farsi apprezzare anche da chi non lo conosceva, ne ricordiamo tre: ha aperto i concerti di Graziano Romani a Udine, Willie Nile a Trieste e di Patti Smith a Grado.

MIKI MARTINA – voce, chitarra armonica a bocca



CARLO PESTELLI & ALEX GARIAZZO (Italia)
www.carlopestelli.com



Torinese, Pestelli inizia giovanissimo col pianoforte, ma è con la chitarra che a quattordici anni scrive la sua prima canzone. Del ‘96 la prima registrazione, Tarabas ieri sera, che conosce una buona diffusione nelle radio della sua città. Tenendo presente il percoso dei primi cantautori italiani tra cui Amodei (con cui suona in Italia e all'estero), De Andrè, Guccini, Lolli, Ciampi, Buscaglione, crea uno stile tutto suo fatto di ballate (r)esistenziali e canzoni ironiche e nel 2001 fa uscire il suo disco d'esordio, “Zeus ti vede”, la cui title track è un ritmato collage di frasi e slogan copiati dai muri di Torino, città protagonista del disco. Dopo aver ideato e diretto per due anni la rassegna "Chansonnier Torino", nel 2006 realizza a Torino un progetto sulla storia italiana attraverso gli slogan, un fortunato ciclo di cinque spettacoli a metà tra musica e teatro. Nello stesso anno è invitato da Enrico De Angelis a suonare al festival nazionale Dallo sciamano allo showman tenutosi in Val Camonica. Nel 2007 musica alcune poesie di Pier Mario Giovannone per uno spettacolo con l'attrice Tatiana Lepore e l'organettista Filippo Gambetta. Nel 2009 presenta in anteprima ufficiale al Folk Club di Torino il secondo disco “Un'ora d'aria”, cui hanno collaborato Alex Gariazzo per gli arrangiamenti e alcuni jazzisti di rilievo come Gianni Coscia e Giorgio Li Calzi.
Chitarrista e cantante autodidatta, Gariazzo si perfeziona nel flatpicking con Beppe Gambetta e frequenta seminari di jazz, blues e improvvisazione con Bill Frisell, Carl Verheyen e Scott Henderson. Dal ‘95 è cantante e chitarrista della Treves Blues Band, storico gruppo italiano guidato dall’armonicista milanese Fabio Treves, con il quale ha all'attivo cinque cd e centinaia di concerti in Italia e all'estero, anche condividendo il palco con grandi nomi del blues mondiale come Buddy Guy, John Mayall, John Hammond, Blues Brothers Band, ZZ Top, Corey Harris, Canned Heat ed Eric Bibb. Ha suonato con Linda Gail Lewis (sorella di Jerry Lee), Roy Rogers (chitarrista di John Lee Hooker), Guy Davis, Lucio "violino" Fabbri, Mauro Pagani, Alex Britti, Saturnino, Sergio Sgrilli, Claudio Bisio, Paolo Bonfanti, Mel Gaynor (Simple Minds), Dolcenera, Giorgio Conte, Omar Pedrini, Andrea Parodi, Negrita, Quartetto Maurice, Lomè e con il proprio gruppo etnorock, i Balabiut, (non più in attività) ha vinto il concorso Rock Targato Italia nel ‘97. Si dedica alla realizzazione di colonne sonore, jingles pubblicitari, sonorizzazioni per installazioni artistiche, per il web e per il teatro. Tiene seminari sul blues e sul rapporto tra blues e popular music, collabora alla rivista JAM ed è coautore del libro "I 100 dischi ideali per capire il blues".

CARLO PESTELLI – voce, chitarra
ALEX GARIAZZO – chitarra



SALVATORE RUSSO GYPSY JAZZ DUO (Italia)
www.salvatorerusso.com



Chitarrista di fama internazionale in più di 20 anni di professione e attività artistica, ha suonato e collaborato stabilmente con molti dei più importanti cantautori italiani come Adriano Celentano, Antonello Venditti, Massimo Di Cataldo, Franco Simone. Nell’organico orchestrale RAI, ha suonato negli svariati appuntamenti musicali della programmazione della rete nazionale sotto la direzione dei più importanti maestri come Celso Valli e Pino Caruso, da "San Remo" ad "Avanzi" al "Roxy Bar" e mille altri. Ha suonato per Ligabue, Cocciante, Ramazzotti, Morandi, Nannini, De Gregori, Bertè e tantissimi altri. Numerose anche le collaborazioni internazionali tra le quali spiccano quelle con Patty Smith, Joussou‘nDour e la cantante spagnola Ana Belen insieme al bassista brasiliano Alfredo Paixao. Svariate le collaborazioni con le riviste del settore tra le quali "Axe Magazine", mentre lui stesso è stato recensito su tutte le più importanti riviste musicali del settore. Ha al suo attivo due cd come solista, l'eponimo del 2000 e "Contact" insieme al chitarrista William Stravato, cd pubblicato in allegato alla rivista "Axe Magazine" e distribuito in tutto il mondo.Attualmente collabora con il chitarrista olandese Stochelo Rosenberg con il quale ha realizzato un cd dal titolo "La Touche Manouche", un progetto che il duo composto da Russo alla chitarra solista e Franco Speciale alla chitarra ritmica presenterà al nostro festival, un concerto strumentale nello stile musicale cosiddetto “Manouche” o “Gypsy Jazz”, genere musicale di grande tradizione e cultura che verrà proposto in occasione del centenario della nascita del grande chitarrista manouche Django Reinhardt.
Numerose le partecipazioni in duo o con il suo trio nei più importanti jazz e guitar Festival italiani come l'"International Acoustic Guitar Festival di Sarzana", “Umbria Jazz Winter 2010” e, recentemente, anche “Udine Jazz”.

SALVATORE RUSSO – chitarra
FRANCO SPECIALE – chitarra



JACQUES STOTZEM (Belgio)
www.stotzem.com



Nel mondo della chitarra acustica oggi, è uno dei chitarristi "fingerstyle" con lo stile più diversificato. Nato nel 1959 a Verviers, il chitarrista belga ha pubblicato 11 CD, ha collaborato con numerosi artisti in diversi progetti musicali ed è in cima alla lista per appassionati di chitarra acustica. Dopo aver visto, all'età di 16 anni, il chitarrista americano Stefan Grossman in un programma televisivo, decise di suonare la chitarra acustica da autodidatta diventando già all'età di 19 anni un chitarrista professionista.
I lettori della influente rivista di chitarra acustica tedesca "Akustik Gitarre" hanno legato il nome di Stotzem ad artisti come Leo Kottke, Paco De Lucia e Neil Young. Questo non è poi così stupefacente. Il suo unico e raffinato stile, che attinge da diversi generi musicali quali blues, jazz, rock e folk, combina uno sviluppato senso melodico con un raro approccio dinamico allo strumento che parla direttamente allo spettatore.
Jacques diversamente da molti altri chitarristi oggi, possiede un profondo senso di conoscenza armonica, che è evidente dalle sue composizioni. Tutto ciò è cementato insieme dal suo perfetto dominio dello strumento e dalla sua ottimistica personalità. Jacques è diventato un ospite regolare di festival in Europa e Stati Uniti e spesso è invitato in Giappone, Cina e Taiwan. Nel 2003, la compagnia produttrice di strumenti musicali Avalon Guitars ha introdotto la "Jacques Stotzem Signature model" e, dal 2006, la famosa casa americana di chitarre "Martin Guitar", produce una "OMC Jacques Stotzem Custom Signature Model", un sogno per ogni chitarrista acustico, una consacrazione per Jacques. Stotzem è anche il cofondatore (con Francis Geron) del "Verviers Guitar Festival". Il suo grande collega chitarrista Larry Coryell descrive Jacques così: "Ciò che suona è musica pura. Come strumento usa la chitarra, che conosce molto, molto bene.”

JACQUES STOTZEM – chitarra



HANS THEESSINK (Olanda)
www.theessink.com



Cantante e chitarrista blues olandese, ma da anni residente in Austria. Come altri della sua generazione, agli inizi degli anni ’60, fu colto dalla passione per il blues, che non l’ha più lasciato, soprattutto il country blues con i suoi suoni sanguigni e ruspanti. É stato però anche influenzato da innumerevoli altri aspetti della musica delle radici. Questa varietà è divenuta il marchio di fabbrica di Theessink, che, da cantautore, ha costruito ponti con il mondo d’oggi ed i suoi problemi. É probabilmente il n. 1 dell’esportazione europea di roots&blues;, intrattenendo il pubblico di tutto il mondo da oltre 35 anni. La principale rivista di blues, l’americana Blues Revue ha scritto: “É un tesoro internazionale del blues, uno dei preminenti chitarristi di country e la sua calda voce baritonale esprime il blues”.
Ha fatto il suo primo disco nel ’70. Da allora ha realizzato 20 dischi, un libro di canzoni, un video didattico di chitarra blues ed un dvd. I suoi cd sono sicuri vincitori di premi e “Banjoman”, un tributo a Derroll Adams che ha prodotto con Arlo Guthrie, è stato di recente nominato per i Grammy. Nel 2004 ha vinto il premio Austrian Amadeus per il progetto “Songs from the Southland”, tributo alla musica del sud dell’America, e l’anno dopo ha vinto il Grammy danese per il migliore disco di blues. Il suo disco più recente, “Blues”, è stato di nuovo nominato per l’Amadeus nella categoria ‘Miglior disco Blues-Jazz-Roots-Folk’, mentre l’anno scorso è stato nominato (assieme a Terry Evans) per i Grammy danesi.
Grazie all’inconfondibile stile chitarristico, alla voce di baritono ed alla vincente presenza scenica, si è creata reputazione che è unica in Europa. Ha suonato nei principali festival d’America, come "New Orleans Jazz & Heritage Festival", "Chicago Blues Festival", "Kerville Folk Festival", "Toronto Soul & Blues Festival", "Kansas City Blues & Jazz Festival", "Edmonton Folk Festival", "St.Louis Blues & Heritage Festival", "King Biscuit Blues Festival", "Woody Guthrie Festival" e "Ultimate Rhythm and Blues Cruise" tanto per citarne alcuni. Quasi costantemente in tour, tiene non meno di 200 concerti all’anno, solo o con la sua band, stupendo ovunque il pubblico con i suoi suoni ricchi ed emozionanti.

HANS THEESSINK – chitarra, voce



VERONICA & THE RED WINE SERENADERS (Italia)
www.redwineserenaders.it
www.myspace.com/veronicasbergia



Veronica ha iniziato giovanissima la sua carriera di cantante, spaziando dal folk al soul, passando dal rythm’n blues e il jazz fino alle radici del blues più classico. Innumerevoli le esibizioni live in tutta Italia legate a nomi di prestigio del panorama internazionale (Pistoia Blues Festival, Porretta soul Festival, Capodanno Celtico di Milano per citare i più importanti) e una lista sempre piu' numerosa di esibizioni live all'estero (dal festival Fylde Folk a quello di Sidmouth, dal 1° Paris Ukulele Festival al Belgium Ukulele Festival, all’Ukulele Festival di Gotheborg, e al Blues to Bop Festival di Lugano. Ha due album al suo attivo, il primo dal titolo "Ain't nothing in ramblin'", nato dalla collaborazione con il musicista blues milanese Max De Bernardi, grande conoscitore di country blues e ragtime, ed un secondo assieme ai Red Wine Serenaders.
Chi sono i Serenaders? Sono i menestrelli, nel senso piu' arcaico del termine musicisti a volte cantastorie a volte giullari, un progetto musicale nato all'incirca tre anni fa. In esso trovano ideale collocazione musicisti appassionati di country blues e ragtime, di hokum e jug band music e di tutta la musica popolar-rurale degli anni '20 e '30: quella suonata nei Medicine Shows, carovane itineranti e stradaiole antesignane del Vaudeville. Veronica Sbergia gira l'Europa in lungo e in largo, con i suoi compari, cercando di mantenere viva questa ricchissima e preziosa tradizione musicale, rispettandone, si, il linguaggio e l'intenzione originari, ma adattandone il contesto ai giorni nostri. L'uso di strumenti rigorosamente acustici e non convenzionali (ukulele, washboard, kazoo, washtub bass per citarne alcuni) e la scelta di guardare all'essenza hanno trovato piena espressione nel primo disco della band "Veronica & The Red Wine Serenaders", che vede inoltre la partecipazione di prestigiosi musicisti, amici per affinita' d'intenti. Quattordici tracce che raccontano storie di contrabbandieri (Bootleggers Blues), vizi e virtu' (You drink too much), amori tormentati (Lovesick Blues) e ninna nanne dolcissime (Lullaby of the Leaves). I Red Wine Serenaders offrono il meglio di sè dal vivo, dove riacquistano la loro vera dimensione di "cantastorie" di un'epoca che non c'e' piu'. Non solo un progetto, quindi, ma uno stile di vita, come il buon vino: onesto, divertente, aggregante.

VERONICA SBERGIA – voce, ukulele, kazoo, washboard
MAX DE BERNARDI – chitarra acustica e National Resophonic, voce, mandolino, ukulele
MAURO FERRARESE – chitarra slide Resophonic, voce
ALESSANDRA CECALA – contrabbasso, voce



CATHRYN CRAIG & BRIAN WILLOUGHBY (USA-UK) (USA-UK)
www.brianwilloughby.com
www.cathryncraig.com



Nato nell’Irlanda del Nord, Brian è stato per 26 anni chitarrista degli Strawbs ed ha fatto parte della prima versione degli Acoustic Strawbs. Al loro leader, Dave Cousins, deve, appena ventenne, il suo primo ingaggio come chitarrista per la cantante Mary Hopkin, nota al grande pubblico per “Those were the days” (Quelli erano giorni) e per essere giunta seconda a Sanremo ‘69 con la canzone di Sergio Endrigo “Lontano dagli occhi”. Con lei gira in tour per un anno intero in tutto il mondo, dopo di che inizia una serie di collaborazioni nell’ambito del rock, pop e rockabilly fino a firmare per la casa discografica di Pete Townshend degli Who. Nel ’79 l’amico Cousins lo vuole con sè per un tour acustico nei folk club inglesi, risultato del quale è lo splendido disco del duo, “Old School Songs”. Quando Dave Lambert lascia gli Strawbs nel ‘78, sembra naturale che Brian ne sia il sostituto, anche se in quel momento sta lavorando per i Monty Pythons. Gli Strawbs sembrano alla fine, ma con il suo ingresso ricomincia per la band un periodo di grande efficacia sul palco ed in sala d’incisione proprio per il suo apporto virtuosistico a livelli che forse gli Strawbs non avevano mai avuto prima. Nel frattempo, però, continua anche a lavorare con altri musicisti come Nancy Griffith, Brian Connolly (degli Sweet) e la band The Monks, che al suo interno conta altre ‘fragole’ e che con il disco “Suspended Animation” vince un disco d’oro in America. Nel ‘98 registra il suo primo disco solista, nel quale compaiono anche Mary Hopkin e Cathryn Craig, da poco conosciuta.
Cathryn è una cantautrice originaria di Nashville, dalle grandi capacità compositive e dalla splendida voce. Ha lavorato con i Righteous Brothers, Jorma Kaukonnen, Tom Paxton, Emmylou Harris, Nancy Griffith, Richard Dobson, Ray Davis, Guy Clark e lo scomparso Townes Van Zandt; al suo attivo anche un’esibizione televisa con il leggendario Chet Atkins, suo amico. Tre dischi a suo nome, di cui il primo, “Porch Songs”, è già considerato un classico ed i successivi hanno stabilito la sua fama di grande autrice ed interprete con concerti in tutto il mondo, da Los Angeles a Chicago, Londra, Amsterdam, Parigi e Mosca.
É della fine degli anni ’90 la nascita del duo, formazione capace di realizzare concerti di gran classe e due dischi, uno dal vivo ed uno in studio, entrambi di grande bellezza. Le influenze folk-rock di Brian si fondono con le radici country di Cathryn, sottolineandone la bellezza della voce in modo complesso, dinamico, unico. L’impegno del duo va anche oltre la musica, avendo composto “Alice’s Song”, registrata dagli Acoustic Strawbs (stelle di Madame Guitar 2008) per ‘The National Autistic Society's Year of Autism Awareness’ (iniziativa della National Autistic Society per l’Anno di sensibilizzazione sull’autismo) ed un altro loro progetto, “Rumours of Rain”, cui hanno collaborato Ralph McTell, Martin Carthy e membri di Steeleye Span, Lindisfarne, Fairport Convention, Pentangle e Strawbs, è servito per una raccolta di fondi a favore dei bambini vittime delle guerra.

CATHRYN CRAIG – voce, chitarra
BRIAN WILLOUGHBY – chitarra, voce



ALBERTO ZILIOTTO (Italia)
www.myspace.com/albertoziliotto



Alberto Ziliotto è un giovane chitarrista di Mira poco più che ventenne che ha iniziato a suonare la chitarra per gioco all'età di 10 anni. Con il passare del tempo il gioco si è trasformato in passione, in particolare per la chitarra acustica, così ha iniziato a studiare fingerpicking ottenendo buoni risultati. Il 2009 è stato un anno molto importante per lui: a febbraio ha realizzato il suo primo cd e, siccome è stato un esperimento, ha deciso di autoprodurlo, sia per quanto riguarda le registrazioni che la produzione “fisica” del disco. Nel cd, intitolato "Suono come Sono", emerge un giovane artista alla ricerca del proprio stile e del proprio suono. I brani sono quasi tutti suoi e c’è un interessante riarrangiamento de “il Cantico delle creature”. La prima presentazione in concerto è stata l’apertura del concerto di Tolo Marton al "TAM TAM 2009 suoni e culture dal mondo", mentre a luglio si è classificato al secondo posto al concorso "Chitarrista emergente 2009" indetto dall'associazione culturale di promozione chitarristica A.D.G.P.A. (Atkins-Dadi Guitar Players Association). É anche vincitore del Concorso “Suona a Ferentino Acustica”, indetto da fingerpicking.net e quest’anno si è classificato secondo al concorso "New sounds of acoustic music" sul palco dell'Acoustic Guitar Meeting di Sarzana.

ALBERTO ZILIOTTO – chitarra



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