UNA SCOMMESSA, UN'ALTRA.

Vinta una scommessa, perché non tentarne un'altra? La rassegna "La mia banda suona il folk", svoltasi tra il '94 ed il '95 e divenuta progetto discografico nel '96, aveva fatto conoscere, apprezzare e, perchè no, aveva 'lanciato' tanti gruppi che nella nostra Regione suonavano il folk di tutto il mondo. Con essi anche il nostro Folk Club si era fatto notare dalla stampa specializzata nazionale, che aveva parlato di tale progetto in termini estremamente positivi. Perchè non riprovarci ancora, ricalibrando il tiro, indirizzandoci stavolta verso i cosiddetti 'cantautori' della nostra Regione, menestrelli del ventesimo secolo che, come nelle antiche ballate popolari, raccontano la vita di ogni giorno ed i suoi problemi con l'occhio parzialissimo di chi questi problemi li vive e sa di non poterli risolvere con una semplice canzone? E' nato così "Il fiore e l'ortica", una rassegna di cantautori regionali che ci ha accompagnato con regolarità di appuntamenti attraverso il '97 ed il '98 ed oggi, nel '99, anch'essa viene fissata su CD.
Non è stata una partenza alla cieca, comunque: c'erano amici e soci del Folk Club che si erano fatti valere in importanti rassegne, più e più volte vincendo (tanto per fare due esempi molto significativi) il Premio "Pavanello-Cantautori triveneti" a Trento e quello nazionale, ancor più noto, di Recanati dedicato alle "Nuove tendenze della canzone d'autore"; c'era una canzone d'autore in friulano che già aveva (ed ha) un suo pubblico fedele e agguerrito; e c'erano altri amici quali Rocco Burtone e Francesco Ursino, cantautori, che avevano in mente un progetto del genere. Si è trattato, allora, solo di mettere assieme tutte queste potenzialità ed il progetto è partito. Sono stati oltre una trentina quelli che hanno offerto la loro arte al pubblico di Buttrio e una buona metà di essi è presente su questo disco. Ci auguriamo che l'avventura continui, con occasioni successive anche per gli altri ed i nuovi che nascono con più frequenza di quanto non si immagini.
A parte lo spazio iniziale riservato ad Andrea Dell'Orbo, un romano che canta in friulano, autore della "Preiera" (notissima in Friuli) ed ospite a sorpresa di una serata del "Fiore", non c'è nessun ordine di presentazione dei brani e degli artisti, nemmeno quello alfabetico; non abbiamo voluto separare quelli che cantano in friulano da quelli in italiano, quelli seri da quelli più ironici, i più noti prima e gli altri a seguire. La vita che raccontano, quella vera, non ha comparti: il ridere ed il piangere convivono, la guerra e l'amore anche e così la speranza e l'amarezza, la meditazione e lo sberleffo, il fiore e l'ortica. E non abbiamo nemmeno inserito i nomi dei tanti musicisti che li hanno accompagnati nelle loro esibizioni al Club: i fari erano accesi per gli autori ed a loro abbiamo dato tutto lo spazio, ringraziando sinceramente, però, chi è stato di valido aiuto per valorizzare testi e melodie appena nati o rimasti nel cassetto per anni.
Ci sia permesso esprimere una soddisfazione immodesta per il risultato ottenuto, nella convinzione di aver contribuito ad attirare l'attenzione del pubblico su questo aspetto della musica in Friuli e in Regione. Quanto viene prodotto qui non è meno importante di ciò che nasce a Genova, a Bologna o a Napoli. Se le giurie dei premi nazionali hanno riconosciuto tanti meriti ai nostri artisti, lo hanno fatto per la qualità della loro proposta poetica e musicale e non per altro. Tocca a noi organizzatori credere di più in noi stessi, tocca al pubblico di non far mancare il proprio supporto e tocca alle istituzioni (a partire da quelle locali) sostenere i tentativi emergenti (anche con il rischio di sbagliare) di tante voci poetiche, musicali, artistiche. Per questo va il ringraziamento del Folk Club Buttrio alla Regione Friuli -Venezia Giulia, alla Provincia di Udine ed al Comune di Buttrio, che hanno creduto in questa idea, patrocinandola.
Un grazie, infine, al pubblico numeroso, devoto e competente del Folk Club ed alla famiglia Durì, che dal 1990 ha messo a nostra disposizione una sede ed un locale la cui atmosfera ci viene invidiata ovunque.

(Marco Miconi, 1999)

 

Organizzatori e cantautori al Folk Club durante una pausa de “Il Fiore e l’Ortica”